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Gli AC/DC sono l’essenza stessa dell’hard rock: duri ed elettrizzanti.Il ruggito del loro accordo power è stato uno dei suoni più influenti degli anni Settanta e Ottanta. Gli AC/DC sono nati quasi come una reazione contro la pomposità dell’art rock e l’affaticamento del mainstream da stadio dei primi Seventies: il loro sound era (ed è rimasto) minimalista, efficace e poco incline alla logorrea. Grazie anche al cantato trita-corde vocali di Bon Scott e alla vena dissacratoria e di puro divertimento, la band avrebbe generato per due decenni schiere sterminate di imitatori.Gli AC/DC nascono nel 1973, in Australia, su iniziativa del chitarrista Malcolm Young, dopo lo scioglimento della sua band, i Velvet Underground (niente da spartire con il gruppo di Lou Reed e John Cale). Nel progetto coinvolge anche il fratellino quindicenne Angus Young: ben presto, la divisa scolastica con cui il giovincello si esibisce sul palco e la sua 'Diavoletto' Gibson diventano il marchio inconfondibile della band. Gli AC/DC suonano qualche concerto nei dintorni di Sidney e registrano un primo singolo; l’anno seguente si spostano a Melbourne, dove vengono reclutati Phil Rudd (batteria) e Mark Evans (basso). Quando il cantante Dave Evans si rifiuta si esibirsi dal vivo, gli AC/DC lo rimpiazzano con il loro autista, Bon Scott, che con le sue condanne per reati minori contribuisce a rafforzare l’immagine di disadattati sociali che contraddistingue – con ironia - la band. Scott per divertirsi, è solito girare per le vie di Sydney con un serpente al collo.I primi due dischi, "High Voltage" (1974) e "TNT" (1975), escono solo in Australia e vengono poi accorpati in un unico "High Voltage" nel 1976, distribuito negli Usa e nel Regno Unito. Alla fine dello stesso anno segue "Dirty Deeds Done Dirt Cheap". Nel 1977 Evans molla la band (al suo posto entra in formazione Cliff Williams) e gli AC/DC pubblicano "Let There Be Rock", che diventa il loro primo successo in America. "Powerage" (1978) accresce ulteriormente il successo della band, spinta anche dagli incendiari show dal vivo: "If You Want Blood You’ve Got It" (1978) testimonia la furia che gli AC/DC sanno scatenare sul palco. Con "Highway To Hell" (1979) la fama del gruppo esplode come una bomba. Il 20 febbraio dell’anno seguente muore Bon Scott; il coroner afferma che si è 'ubriacato fino alla morte'. Ma il caterpillar AC/DC assorbe il dramma e non si ferma: in marzo Brian Johnson prende il posto del defunto cantante e un mese dopo esce "Back In Black", il loro disco di maggior successo (più di dieci milioni di copie vendute solo negli Usa). L'LP si apre con il suono di campane, in memoria di Scott.Negli anni che seguono gli AC/DC dominano l’hard rock mondiale e confermano la loro solidità con "For Those About To Rock We Salute You" (1981). Nel 1982 Rudd lascia la band, rimpiazzato da Simon Wright. Negli anni che seguono, a partire da "Flick Of The Switch" (1983), arrestano la loro corsa e né "Fly On The Wall" (1985), né "Who Made Who" (1986), né "Blow Up Your Video" (1988) riescono ad fermarne il declino. Con Chris Slade dietro le pelli, esce il seminale "The Razor’s Edge" (1990), che risolleva le sorti della band, anche grazie alla formidabile energia di "Thunderstruck", e restituisce gli AC/DC al gotha dell'hard rock. Nei primi anni Novanta il combo di Angus Young si mantiene saldamente tra le band più amate del globo, capace in particolare di smuovere masse oceaniche per i suoi concerti.Nel 1995 esce "Ballbreaker", prodotto dal geniale Rick Rubin: un album che, a vent’anni dalla nascita del gruppo, riesce ancora a ottenere – nonostante qualche ripetitività della formula AC/DC - consensi entusiastici dai fan e dalla critica. Due anni dopo la crew celebra la propria carriera con il magniloquente boxset "Bonfire", che racchiude anche materiale inedito di Bon Scott. "Stiff Upper Lip" viene pubblicato nel 2000 ed è caratterizzato da un marcato sapore blues.

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